ANGELI

Addolescenza spezzata
liberamente tratto dal romanzo "Amabili resti" di Alice Sebold
drammaturgia Marco Filatori 
regia Eleonora Moro 
con Antonio Grazioli, Laura Negretti, Sacha Oliviero

 

Susie ha quattordici anni ed è stata assassinata da un uomo che abita a due passi da casa sua; adescata da questo signore dall'aria per bene che abusa di lei e poi la uccide. Una storia che toglie subito il fiato, per la violenza, la crudezza e lo strazio; una storia che non vorremmo ascoltare mai più. Ma in tanto dolore irrompe, inaspettatamente e con forza dirompente, la vitalità di Susie: perché sarà proprio lei dall'alto del suo “personalissimo” Cielo (ovunque esso si trovi), che ci narrerà, dopo la morte, la sua storia; e lo farà con il candore, la delicatezza e lo spirito allegro e senza compromessi dell'adolescenza. Ci porterà per mano attraverso lo strazio della famiglia e degli amici; attraverso il freddo e disumano calcolo del suo assassino ed il ritrovamento, da parte della polizia, dei suoi resti. Ci commuoverà l'immensa malinconia con cui guarda verso una vita che l'ha abbandonata proprio quando era più piena di promesse, a partire da quel primo bacio mai dato al ragazzo di cui è innamorata. E all'improvviso ci ritroveremo assieme a lei a fare il tifo per suo padre, quando capisce chi è il vero assassino e, pur non avendo le prove, cerca di incastrarlo. Susie, dal suo angolo di cielo, diventerà l'angelo custode di tutti coloro su cui poserà lo sguardo e sarà proprio lei, con la sua sconfinata dolcezza e l'insopprimibile forza della giovinezza, che nemmeno la morte terribile è riuscita a spegnere, che aiuterà tutti, spettatori compresi, a riconciliarsi con la cattiveria ed il dolore del mondo. Da molto tempo come compagnia teatrale sentiamo la necessità, umana ben prima che artistica, di confrontarci con la terribile piaga della pedofilia per provare a dare un minuscolo contributo alla sensibilizzazione e, se possibile, alla prevenzione con l'unico mezzo a nostra disposizione: il teatro. Abbiamo sempre esitato perché il nostro timore era quello di affrontare un argomento così delicato con le parole sbagliate. Temevamo di essere inopportuni o forse anche noi eravamo vittime inconsapevoli dell'imbarazzo paralizzante che si prova davanti alla parola pedofilo; uno sfondo sfocato dal quale distogliere lo sguardo: per non vedere, per poter dire io non potevo immaginare. I nostri timori sono svaniti dopo aver letto il bellissimo romanzo di Alice Sebold “Amabili resti”; da subito abbiamo capito che quella era la chiave giusta per parlare di violenza sui minori e sono state proprio le parole di Susie, protagonista, vittima e voce narrante, ad averci convinto. La disarmante dolcezza con cui Susie narra la sua terribile morte, il suo candore e l'ironia dei suoi quattordici anni permettono a noi di ascoltare una storia che mai più vorremmo sentirci raccontare.

Angeli ha debuttato nella prestigiosa stagione serale 2012/13 del Teatro di Chiasso
La grande delicatezza e pudore nell’affrontare una tematica così difficile e dolorosa lo rendono dunque uno spettacolo consigliabile; sia per la rilevante valenza sociale dell’argomento affrontato che per la funzione  di educazione alla prevenzione agli abusi.
Essendo inoltre uno spettacolo dalla forte tematica sociale sarebbe interessante organizzarlo in abbinamento ad eventi di argomento affine per amplificarne il messaggio; ad esempio, un incontro con uno psicoterapeuta, la lettura del romanzo o anche la visione del film dal titolo omonimo.
 
 
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